L'Ambasciata d'Italia in Israele, in collaborazione con l'Istituto italiano di cultura, ha organizzato oggi a Gerusalemme la commemorazione del Giorno della Memoria.
Come di consueto, la cerimonia si è svolta al Memoriale della Shoah-Yad Vashem alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia, Luca Ferrari, con la partecipazione del personale delle istituzioni italiane e numerosi esponenti della comunità italiana in Israele.
Dopo la solenne accensione della fiaccola della memoria da parte dell'Ambasciatore presso la Tenda della Rimembranza, Simonetta della Seta, membro della delegazione italiana dell'Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance) ha tenuto una conferenza dal titolo: "La memorializzazione della Shoah in Italia: la rete italiana dei museiʺ.
"La Shoah non fu un evento improvviso bensì l'esito estremo e sistematico di un odio che in diversi Paesi si trasformò in ideologia razziale e in politica di Stato", ha ricordato l'Ambasciatore. "Oggi ci sembra - ha proseguito Ferrari - che la storia non insegni, non orienti, non freni mentre gli eventi si ripetono. Risuona attuale e tragico il monito di Primo Levi: è accaduto, quindi può accadere di nuovo". "Soltanto lo scorso anno abbiamo dovuto assistere all'orrore degli attacchi a Manchester, a Bondi Beach e ad altri troppo numerosi episodi inquietanti. La commemorazione ed il ricordo restano doverosi ma occorre un impegno che vada oltre", ha detto l'Ambasciatore. "È tempo di non ammettere più distinguo o reticenze nella condanna a ogni forma di antisemitismo. La nostra democrazia è stata anche fondata sulla memoria dei superstiti che ha costretto la nazione a guardare senza alibi ad una delle pagine più buie della sua storia. Voltarsi dall'altra parte o sottovalutare parole e fenomeni antisemiti rappresenta oggi più che mai una minaccia diretta ai nostri valori democratici e alla sicurezza", ha affermato Ferrari citando le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.















