"Viviamo oggi ad un bivio generazionale, in cui i sopravvissuti all'Olocausto sono pochi e tra qualche anno non saranno più con noi per dare una testimonianza diretta: il pericolo di dimenticare è molto concreto.
È quindi di fondamentale importanza che ci impegniamo, come individui e come società, a preservare la memoria dell'Olocausto, per garantire che un episodio così oscuro non si ripeta mai più".
E' quanto afferma all'ANSA in una intervista per il Giorno della Memoria, l'ambasciatore israeliano presso la Santa Sede, Yaron Sideman, che aggiunge: " Esistono diversi modi pratici per farlo.
Uno di questi è organizzare eventi commemorativi. Aderire all'Ihra (l'Alleanza Internazionale per la Memoria dell'Olocausto, cui per ora aderiscono meno di 40 membri, ndr), e adottare la definizione operativa di antisemitismo dell'Ihra", quella del 2016 secondo cui l'antisemitismo è una specifica percezione degli ebrei che può essre espressa come odio e include, ad esempio, la negazione dell'Olocausto, la demonizzazione di Israele o l'utilizzo di stereotipi sul potere ebraico.
Ancora per il diplomatico israeliano, sarebbe necessario "nominare una figura di spicco a livello nazionale/statale come inviato speciale per la lotta all'antisemitismo, il cui mandato è quello di creare e attuare una strategia nazionale per combattere l'antisemitismo e di lavorare in sinergia con altri coordinatori a livello globale". "Queste sono azioni - aggiunge - che incoraggerei certamente la Santa Sede a intraprendere e attuare".













