VENEZIA - Il 27 gennaio, una data che porta con sé un monito silenzioso che attraversa i decenni. Nel Giorno della Memoria, l'apertura dei cancelli di Auschwitz torna a interpellare le coscienze, trasformando il ricordo della Shoah in un impegno collettivo contro l'indifferenza, com'è stato sottolineato ieri alla commemorazione in campo del Ghetto, alla presenza del presidente del Veneto, Alberto Stefani, del presidente del Consiglio regionale, Luca Zaia, di una rappresentanza della Giunta e del Consiglio regionale, del rabbino capo Alberto Sermoneta e del presidente della Comunità ebraica veneziana, Dario Calimani. «La Shoah è qualcosa di irripetibile, di programmatico. Il messaggio che lascio ai giovani è questo: ragionate con la vostra mente ha dichiarato Sermoneta e alleniamo la memoria attraverso lo studio e il confronto leale fra esseri umani, per arrivare a comprendere cosa è realmente stato. Per far sì che non si ripeta».
La Giornata della Memoria celebrata al Ghetto di Venezia, Stefani: «Essere qui è un dovere civico» VIDEO
«Essere qui è anche un dovere civico», il commento di Stefani, che ha ricordato come quella di ieri è stata la prima cerimonia ufficiale, per lui, nell'ambito del suo nuovo mandato. Numerosi gli studenti - tra loro anche ragazze e ragazzi di "Barbarigo" e "Dieffe" di Spinea - accompagnati dai loro insegnanti: attenti alle parole che sono state condivise, a fine cerimonia molti di essi si sono avvicinati a Stefani e a Zaia, chiedendo un selfie ricordo. «Nelle scuole è importante ricordare il Giorno della Memoria, senza alcun tipo di polemica. Oggi e in futuro ha continuato il governatore L'antisemitismo? Va combattuto sempre. È necessario lo studio della storia, l'approfondimento scolastico. I Giochi invernali, a cui ci stiamo avvicinando, storicamente rappresentano il valore della pace».












