Ricordare non basta. Perché il "buio" della Shoah "supera tempo e confini" e "si insinua nel profondo dell'animo umano". Allora bisogna adoperarsi per fare in modo che forte risuoni il "mai più" di fronte a questo o altri "abissi". Sergio Mattarella celebra al Quirinale la Giornata della Memoria. Seduti in prima fila, ci sono la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Camera e Senato Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, diversi ministri e poi Liliana Segre, Sami Modiano, Edith Bruck. Il Capo dello Stato ricorda quello che fu "l'inferno sulla terra"; "la dolorosa discesa al punto più oscuro della storia dell'umanità". Ogni anno ascoltare le testimonianze dei sopravvissuti, scoprire nuovi aspetti di un'atrocità tanto cinica quanto "accuratamente programmata" riserva sempre nuove pagine di dolore e sbigottimento, ammette Mattarella: "Un orrore che sembra non avere mai fine. Perché, in realtà, non ha mai fine". Non solo, però. L'inquilino del Colle ricostruisce la genesi tutta 'umana' del sistema di sterminio nazista. Alla base, dice chiaro, c'è "una grande, rovinosa menzogna": quella di chi teorizzò l'idea "che vi possano essere disuguaglianze, graduatorie, classificazioni di superiorità e inferiorità, tra gli esseri umani". Su questa grande bugia, per Mattarella, non solo "si sono nutriti i totalitarismi del Novecento" ma "si alimentano ancora oggi razzismo e antisemitismo. A queste menzogne attingono ai nostri giorni i despoti, gli aggressori", avverte l'inquilino del Colle.