VENEZIA - Il suo avo amava talmente la Serenissima da farsi seppellire con addosso la divisa blu degli schiavoni dalmati e ai piedi gli speroni da ufficiale, la sua famiglia aveva combattuto con le truppe di fanteria oltremarina nelle due guerre di Morea, a fine Seicento e inizio Settecento, in cambio dei servigi aveva ricevuto alla Signoria vasti appezzamenti di terreno in quel di Plavno. Si tratta di una località della Krajina, oggi in Croazia, nell'entroterra dalmata alle spalle di Sebenico, una ventina di chilometri da Knin, che qualcuno ricorderà per essere stata la capitale dell'autoproclamata Repubblica serba di Krajina, durante il conflitto nei Balcani, dal 1991 al 1995.
La storia della dinastia dei conti Djuric, serbi di religione cristiano ortodossa, verrà raccontata oggi a Caerano San Marco, dalle 15.30, a villa Benzi Zecchini, nell'ambito di un incontro dedicato a "La Serenissima e la guerra di Morea", al quale parteciperanno i rievocatori del 16° reggimento Treviso, comandati da Luciano Dorella, il ricercatore Danilo Morello, lo scrittore Federico Moro, autore di libri di storia militare veneziana e in particolare sulle guerre di Morea, e soprattutto Djuro Djuric, 46 anni, belgradese, giurista, docente nelle facoltà di Giurisprudenza delle Università di Belgrado, in Serbia, e di Bar (Antivari), in Montenegro.








