VENEZIA - Assieme ai cavalli e al leone occorrerebbe mettere tra i feticci veneziani anche le carrozze, perché Venezia ha costruito carrozze per cavalli fino alla fine del Settecento. Lo spiega benissimo un quadro famoso ma poco noto, quasi sconosciuto.

Una recente mostra in Piemonte ha esposto l'olio di un vedutista veneziano, abilissimo nella prospettiva, Michele Marieschi (1710-43) dipinto attorno al 1741, conservato a Milano e di proprietà del FAI. Si nota come, nel campo dei Frari, proprio a fianco dell'imponente chiesa trecentesca, si costruissero splendide carrozze. Che entravano in attività però nella terraferma, per i nobili possidenti e i villeggianti del Terraglio e della Riviera del Brenta, protagonisti di quella Grande Venezia che in quel periodo mostrava il suo potere quasi più per terra che per acqua.

Vicino a campo dei Frari si trova ancora il "sotopòrtego delle Carrozze", testimonianza di un'attività imprenditoriale che splendeva a Venezia, con artigiani creatori di queste regine del trasporto. Il dipinto di Marieschi come una fotografia di archeologia industriale mostra anche, in primo piano, una persona soccorsa dopo un borseggio, mentre l'aggressore sta fuggendo: altra tradizione lagunare. Ma non si pensi che una Venezia così "moderna" appaia solo in un dipinto ad olio: è più facile vederla nelle incisioni che Marieschi stesso fece, numerose, usando lo stesso soggetto.