VENEZIA - C’è chi racconta che a indispettire i capigruppo, in particolare quelli della maggioranza di centrodestra, sia stato il metodo: «Il presidente Luca Zaia si è conquistato titoli di giornali dicendo di voler far diventare pubbliche le sedute delle commissioni consiliari, ma poteva almeno coinvolgerci». C’è chi aggiunge che le resistenze alla fine siano arrivate da tutti i fronti, praticamente bipartisan: «Il tema l’ha sollevato per primo il capogruppo del Partito Democratico e speaker dell’opposizione Giovanni Manildo, chiedendo se la pubblicità delle sedute era data per fatta o se era meglio fare un approfondimento, però è vero che alla fine tutti gli sono andati dietro».

C’è anche chi parla di un ridimensionamento del progetto iniziale: «Da quello che si è capito, i giornalisti potrebbero seguire i lavori via streaming, non in presenza». Fatto sta che alla seconda riunione della conferenza dei capigruppo in consiglio regionale del Veneto si è decisamente frenato sulla possibilità di rendere pubbliche le sedute delle commissioni.

«Se il consiglio regionale del Veneto vuole essere una casa di cristallo, allora non esiste che le riunioni delle commissioni consiliari siano a porte chiuse. La stampa deve poter accedere liberamente. È una questione di trasparenza», aveva detto Zaia una decina di giorni fa.