VENEZIA - Stop alle riprese social nell’aula di Palazzo Ferro Fini. L’altolà è arrivato all’inizio della seduta di ieri, dopo un vivace scontro fra il consigliere Jonatan Montanariello e il presidente Luca Zaia: il dem ha contestato la presenza di addetti esterni alla struttura tecnica e il leghista ha dovuto applicare il regolamento, di fatto disponendo che i suoi stessi collaboratori (ed eventualmente quelli degli altri legislatori) non entrino più ad effettuare le registrazioni. Una disputa a sorpresa, rispetto invece alla più prevedibile diatriba anche all’interno della maggioranza sulla guerra tra Russia e Ucraina, nel quarto anniversario del conflitto.

Montanariello ha posto il quesito a Zaia: «Ognuno di noi può far venire in aula il proprio assistente che gli fa foto e video? C’è stato un cambio dell’Ufficio di presidenza su qualche delibera? Glielo chiedo perché vedo che qualcuno si fa venire il suo consigliere a fare il video, che viene più bello delle telecamere ufficiali sul web. Se è previsto, anche io chiederei ai miei di entrare. Ero rimasto che potevano entrare solo i commessi, gli informatici, i dirigenti, gli assessori e i consiglieri». Il leghista ha provato a chiudere il caso: «Recepisco l’osservazione. La tratteremo in Ufficio di presidenza e daremo una regola per tutti». Ma il dem non ha mollato: «No, presidente, non ha capito che c’è già una regola». Inevitabile il battibecco. Zaia: «Forse non ho il dono della chiarezza. Ho detto che ho capito». Montanariello: «Ha fatto finta di capire». L’esponente della Lega: «Io non ho letto il regolamento, non sono bravo come lei». Il rappresentante del Partito Democratico: «Io posso non leggerlo, ma lei, che è il presidente del Consiglio e ci spiega come funziona, lo dovrebbe leggere prima degli altri».