VENEZIA - «Se il consiglio regionale del Veneto vuole essere una casa di cristallo, allora non esiste che le riunioni delle commissioni consiliari siano a porte chiuse. La stampa deve poter accedere liberamente. È una questione di trasparenza». Così Luca Zaia ieri alla prima riunione dei capigruppo cui hanno partecipato anche i componenti dell’Ufficio di presidenza. Raccontano che nessuno dei politici abbia obiettato, anzi, per certi versi Zaia ha spiazzato la minoranza. «Gliel’avremmo chiesto noi, ovviamente siamo favorevoli», ha detto subito il dem Andrea Micalizzi, vicepresidente dell’assemblea legislativa. Semmai, ad “impallidire”, sarebbero stati i tecnici, più realisti del re: «Non è possibile, i consiglieri devono sentirsi liberi di dire quello che vogliono». L’aspetto curioso è che il divieto di aprire le porte delle commissioni non è scritto da nessuna parte: lo Statuto (articolo 50) dice che le sedute del consiglio sono pubbliche, il Regolamento (articolo 35) dice che le commissioni possono decidere, ma con maggioranza dei due terzi, quali lavori debbono rimanere segreti. Fatto sta che 9 anni fa la Giunta per il Regolamento ha disposto con una determinazione (numero 3 del 6 dicembre 2017) che le sedute delle commissioni consiliari del Veneto - diversamente da quanto avviene nei Comuni, ma anche alla Camera e al Senato - “rivestono carattere riservato”. La stampa? Fuori. Il pubblico? Non se ne parla.
Luca Zaia rivoluziona il Consiglio: commissioni a porte aperte
VENEZIA - «Se il consiglio regionale del Veneto vuole essere una casa di cristallo, allora non esiste che le riunioni delle commissioni consiliari siano a porte chiuse. La stampa deve poter...






