VENEZIA - Il capogruppo Riccardo Szumski (Resistere) aveva già dato segni di impazienza mercoledì, dopo venti minuti di attesa per la convocazione della commissione Sanità: «Capisco che piove... ma la puntualità qui mi pare labile». Ieri (29 gennaio) l’insofferenza del presidente Luca Zaia (Lega) è stata ancora più vistosa, nella prima giornata di Consiglio regionale dall’inizio dell’anno, tanto breve nella durata quanto faticosa nella votazione, per qualche inciampo del sistema elettronico: «Questa roba non me la sono inventata io, sia chiaro». Dopo neanche 50 minuti la seduta è stata chiusa, fra le schermaglie di maggioranza e opposizione in questo avvio di legislatura ancora in rodaggio, visti gli slittamenti e le sovrapposizioni nell’agenda dei lavori.
Poco prima di entrare in aula, la conferenza dei capigruppo ha deciso che sarebbero stato affrontati solo i punti urgenti, fra cui l’elezione della giunta per il regolamento (Claudia Barbera, Alessio Morosin, Matteo Pressi, Antonio Marco Dalla Pozza, Rossella Cendron e Davide Lovat) e la designazione di due rappresentanti nel Consiglio delle autonomie locali (Giorgia Bedin e Paolo Galeano), così da consentire alla commissione Affari istituzionali di procedere alla fusione dei Comuni di Castegnero e Nanto. Ma il voto elettronico è andato in affanno e Zaia non ha nascosto la sua irritazione. «Sentite, lo facciamo per alzata di mano. Ah no, scusate, la votazione dev’essere segreta», si è corretto il presidente dell’assemblea legislativa, dopo l’intervento del segretario generale Roberto Valente. «Scusate consiglieri – ha ripreso il leghista – ma non dipende da noi. Io comunque credo poco a questo sistema di votazione. Non so chi se l’è inventato». Per un po’ i consiglieri hanno provato a utilizzare la piattaforma («E che Dio ce la mandi buona»), finché all’ennesima segnalazione di mancata registrazione dei voti, Zaia si è scocciato e ha fatto entrare i commessi: «Portate l’urna con i biglietti. Passiamo al vecchio metodo, che funziona sempre».






