VENEZIA - Mai così ruvidi. L’attacco frontale degli industriali a Veneto Sviluppo, la finanziaria della Regione presieduta da Fabrizio Spagna, ha scosso palazzo Balbi. Del resto, uno scontro di tanta durezza tra il mondo imprenditoriale e Luca Zaia non si era mai visto in quindici anni di mandato. «Veneto Sviluppo andrebbe chiusa e rifatta», «è gestita come tante attività a livello governativo e regionale, per riempire dei posti»: come un dardo appuntito, le parole pronunciate l’altro ieri dal presidente di Confindustria Verona Giuseppe Riello, a margine dell’incontro organizzato dagli industriali del Veneto con i due principali candidati alla guida della Regione, Alberto Stefani e Giovanni Manildo, hanno provocato la palese irritazione di Zaia.

Il quale non sopporta l’idea che la finanziaria da lui riorganizzata nel 2023 possa essere definita, in pratica, un carrozzone. Nessuna dichiarazione è pervenuta da palazzo Balbi, ma le chat ieri erano infuocate già dal primo mattino. E nei colloqui con i più stretti collaboratori, il presidente non ha nascosto la propria sorpresa per un attacco che ritiene del tutto ingiustificato.

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