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Il rapper ha difeso in un video l'Api guidata da Hannoun
Dunque Ghali sarà tra i protagonisti della cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma il 6 febbraio a San Siro. Lui con Mariah Carey, Andrea Bocelli, Laura Pausini, Pierfrancesco Favino e Sabrina Impacciatore. La sua presenza, spiegano gli organizzatori, sarà «simbolica e trasversale, capace di interpretare l'Armonia come equilibrio tra identità diverse». Paroloni. Ma, a differenza di tutti gli altri partecipanti, forse Ghali non è la figura ideale per interpretare questa Armonia con la A maiuscola. Insomma cosa ci sta a fare in un evento ecumenico e universale come le Olimpiadi un artista che ha anche applaudito l'operato dell'Api, l'associazione
dei palestinesi di Mohammed Hannoun, arrestato a dicembre con l'accusa di «associazione con finalità di terrorismo, anche internazionale» per aver finanziato Hamas con oltre sette milioni di euro raccolti a scopo solidale? «Grazie per tutto quello che fate» aveva detto Ghali nel febbraio 2024 dopo che l'Api lo aveva ringraziato per aver cantato il brano Casa mia al Festival di Sanremo e aver diffuso «un messaggio così significativo agli spettatori» (Ghali aveva anche fatto accenno al «genocidio» in diretta sanremese). Non proprio un segno di «armonia tra identità diverse». Dopo il ringraziamento pubblico di Api, Ghali nel video pubblicato sui social dell'associazione rispose: «Spero di vedervi presto e vi voglio bene, grazie per tutto quello che fate». Alla faccia dell'armonia. Una chiara presa di posizione che avrebbe potuto diventare un boomerang. Invece silenzio. Sia chiaro, nonostante Hannoun fosse molto chiacchierato e considerato estremamente vicino a Hamas, Ghali non lo ha certo ringraziato per aver finanziato i terroristi di Hamas. Però di certo è stato un passo falso perché intorno all'architetto filo Hamas i sospetti











