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Il rapper, atteso domani sera per un’esibizione alla cerimonia di apertura dei Giochi, ha deciso di rivolgersi con un post sui social in tre lingue
Un post su Instagram pubblicato da Ghali fa riesplodere la polemica sulla sua partecipazione alla cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 dopo gli attacchi della Lega e le parole dei giorni scorsi del ministro dello Sport, Andrea Abodi. Il rapper milanese dichiara infatti di essere a conoscenza del motivo per cui non è stato incluso nell’esecuzione dell’inno italiano nello show in programma venerdì 5 febbraio allo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro.
“Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l’inno d’Italia. So perché mi hanno proposto di recitare una poesia sulla pace - scrive Ghali in un messaggio riproposto in tre lingue diverse (italiano, inglese e arabo) -. So che poteva contenere più di una lingua. So che una lingua, quella araba, all’ultimo era di troppo. So che un mio pensiero non può essere espresso. So anche che un mio silenzio fa rumore. So che è tutto un Gran Teatro”.











