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Il trapper è stato protagonista di una performance corale durante la Cerimonia di apertura, che però ha seguito l’onda lunga delle lamentele della vigilia

Polemica prima e polemica dopo: l’esibizione di Ghali alla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina può essere riassunta in questo modo. L’ultimo atto si è consumato ieri, quando alcuni suoi sostenitori si sono lamentati del fatto che non gli sia stato fatto nemmeno un primo piano durante la sua performance, quando invece è stato preferito dare risalto generico a tutto il quadro, che comprendeva voci bianche e un contesto corale. Inoltre, è stato lamentato il fatto che non sia stato fatto nemmeno il nome dell’artista durante la sua esibizione al centro di San Siro e si è scomodata la censura.

Tutto è iniziato quando il cantante è stato scelto per una delle esibizioni incluse nello spettacolo dello stadio San Siro di Milano, perché il timore era che potesse andare a braccio e andare fuori dal programma rigoroso della serata. Quando in tal senso le polemiche si sono placate, è stato lui ad attirare l’attenzione su di sé polemizzando sul fatto che non gli è stato permesso di cantare l’inno, il Canto degli italiani di Goffredo Mameli che è stato affidato a Laura Pausini, e che non gli è stato permesso di inserire un passaggio in arabo nella poesia sulla pace di Gianni Rodari, “Promemoria”, che è stata declamata in francese, inglese e italiano. Non lingue casuali, come ha ben capito chi ha seguito la Cerimonia: il francese è per tradizione la lingua ufficiale del Cio, il Comitato olimpico internazionale, l’inglese è per definizione la lingua internazionale riconosciuta e l’italiano è la lingua del Paese ospitante.