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Stasera sarà al Meazza. Che differenza con il "collega" Snoop Dogg, volto olimpico tra bocce e fast food
Ma allora proprio non riesce a resistere. Ghali senza polemica non riesce a stare. Con un post sui social ieri ha in sostanza accusato di "censura preventiva" l'organizzazione della Cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici di questa sera. Linguaggio aulico. Tono categorico. Indirizzato "a tutti". Ecco l'inizio: "Lo so. So quando una voce viene accettata. So quando viene corretta. So quando diventa di troppo. So perché vogliono uno come me. So anche perché non mi vorrebbero. So perché mi hanno invitato. So anche perché non ho più potuto cantare l'Inno d'Italia" ha scritto. In sostanza non può cantare l'inno in quanto Ghali e non perché magari nella stessa cerimonia ci sono altri artisti più titolati o più rappresentativi o, perché no?, anche più bravi. Insomma vede un complotto pure alla vigilia della sua partecipazione a un evento che dovrebbe accrescere lo spirito più armonioso e sportivo e invece, in questo caso diventa il pretesto per l'ennesima contestazione. Lecita per carità, ogni pensiero è libero nelle nazioni libere. Ma c'è circostanza e circostanza. C'è situazione e situazione. E questa non è decisamente la situazione ideale per fare altre polemiche, per accendere altri animi, per scatenare altri dibattiti. No, le Olimpiadi dovrebbero essere tutt'altro.







