Per farla franca non esistono solo i paradisi fiscali. Atossa Araxia Abrahamian ha visitato enclavi cinesi in Laos, centri finanziari a Dubai, zone economiche speciali e spazi orbitali. Voleva capire dove i miliardari nascondono i soldi
di Filippo Santelli
Una città fantasma in Laos, capitale del gioco d’azzardo cinese, dove non si sa neppure che ora sia. Un enorme complesso di Dubai dove le aziende possono scegliersi la propria legge. E poi paradisi fiscali, porti franchi, zone economiche speciali, acque internazionali e spazi orbitali. È il mondo nascosto raccontato dalla giornalista Atossa Araxia Abrahamian in Dove si nascondono i soldi? (il Saggiatore). Uno spazio con regole malleabili che ricchi e potenti sfruttano a proprio vantaggio.
FILIPPO SANTELLI: Ci racconti, che cos’è questo mondo nascosto?
ATOSSA ARAXIA ABRAHAMIAN: “Direi che è nascosto sotto i nostri occhi, perché se sai dove guardare ti rendi conto che è ovunque. A scuola impariamo che il mondo è fatto di Stati nazionali, ognuno con un governo, dei confini, una legge e un popolo, ma in realtà c’è di più. Esistono sistemi legali tra i Paesi, al di sopra e al di sotto, a volte creati da trattati tra governi e a volte dal potere dei soldi. Il capitalismo ha trovato il modo per far agire le norme a suo vantaggio, anziché a vantaggio delle persone, e questo ha rotto la relazione tra legge e territorio. Pensiamo alle migliaia di zone economiche speciali, con regimi fiscali di vantaggio, che esistono”.















