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20 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:01

La recente Legge Finanziaria che ha chiuso il 2025 ha colpito pesantemente il welfare state, nonostante si cerchi di mimetizzarne l’evidenza. In particolare, per giustificare il taglio delle pensioni, ritardandone o sfavorendone l’accesso con vari espedienti, s’invoca sempre la tutela del futuro dei giovani. Ma qui si è giocata questa volta proprio la contraddizione massima.

Innanzitutto, si è attinto addirittura al fondo destinato ai cosiddetti “lavori usuranti”, riducendolo da 233 a 193 milioni l’anno, ma si è deciso di far scattare il provvedimento a partire dal 2033. Chi andrà in pensione successivamente fruirà di un sistema misto che sarà tanto più penalizzante quanto più ci si allontanerà da questa fatidica data.