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6 OTTOBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 10:16

Il governo si prepara a congelare l’aumento automatico di tre mesi dell’età pensionabile previsto nel 2027, ma la misura potrebbe non essere per tutti. Mentre prende forma la prossima manovra finanziaria, i tecnici del ministero dell’Economia lavorano per contenere l’impatto sui conti pubblici della promessa arrivata dal sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Durigon e dallo stesso titolare del Mef Giancarlo Giorgetti. L’ipotesi principale prevede che lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile scatti soltanto per chi nel 2027 avrà già compiuto 64 anni. Chi sarà più giovane, anche se con un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi, dovrebbe comunque attendere i tre mesi aggiuntivi prima di andare in pensione. Durigon però tiene il punto e rifiuta le ipotesi selettive.

Di certo quella soluzione, come riferito dal Messaggero domenica, permetterebbe di ridurre drasticamente i costi rispetto ai 3 miliardi all’anno necessari per un congelamento totale. Il taglio della platea dei beneficiari sarebbe consistente. Sul tavolo c’è anche un’ipotesi alternativa proposta dalla Ragioneria generale dello Stato: far scattare comunque almeno un mese di aumento dell’età pensionabile nel 2027, eventualmente attraverso l’introduzione di una finestra mobile, cioè il periodo che intercorre tra la maturazione del diritto alla pensione e l’effettivo pensionamento. Critiche le opposizioni: il Movimento 5 Stelle domenica ha parlato di “un pacco per gli italiani”, ricordando che le promesse elettorali riguardavano l’abolizione della Legge Fornero, non un suo peggioramento. Sulla stessa linea Avs che ha accusato il governo Meloni di aver “millantato per mesi, promesso, illuso, ma alla fine si presenta davanti al Paese a mani vuote”.