Dal 2027 l’età per andare in pensione salirà, come previsto dalla legge Fornero, a 67 anni e 3 mesi, in linea con l’aumento della speranza di vita certificato dall’Istat. Un adeguamento automatico di tre mesi che, secondo i calcoli della Ragioneria generale dello Stato, vale circa 3 miliardi di euro l’anno a regime e che il governo sta valutando di modulare, per non gravare su alcune categorie di lavoratori. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha parlato di una «sterilizzazione selettiva» dello scatto: insomma, l’aumento non sarà bloccato per tutti, ma attenuato per i lavori usuranti e i lavoratori precoci, ritenuti «più meritevoli di un trattamento diverso».
L’obiettivo dichiarato è evitare un rinvio generalizzato che metterebbe sotto pressione la sostenibilità del sistema, ma anche riconoscere «una differenza di merito» tra carriere più leggere e mestieri logoranti.









