Pensioni, con la legge di Bilancio approvata alla fine dello scorso dicembre aumenta gradualmente l'età di uscita e viene sancito lo stop ad alcune misure per smettere di lavorare in anticipo. Ma la stretta scatterà dal 2027.
Per il 2026 i requisiti per il pensionamento non cambieranno: 67 anni di età e 20 di contributi per quella di vecchiaia e 42 anni e 10 mesi di contributi per quella di anzianità per gli uomini (41 anni e 10 mesi per le donne).
Per i lavoratori che hanno contribuzione antecedente al 1° gennaio 1996, a partire dal 2027 è previsto il graduale innalzamento dei requisiti di accesso al pensionamento con l'aumento di un mese. Il requisito salirà di altri due mesi a partire dall'anno successivo (è necessario avere almeno 20 anni di contributi). Esclusi dalla stretta i lavoratori che svolgono attività usuranti. Per militari, carabinieri, dipendenti della guardia di finanza, polizia e vigili del fuoco è previsto inoltre l’incremento di un ulteriore mese nel 2028, un altro nel 2029 e un altro dal 2030.
Dal 2027 per andare in pensione di vecchiaia serviranno quindi 67 anni e 1 mese di età e dal 2028 invece 67 anni e 3 mesi. Per pensione di anzianità si salirà invece a 42 anni e 11 mesi di contribuzione effettiva per gli uomini e 41 e 11 mesi per le donne dall’1 gennaio 2027 e a 43 anni e 1 mese per gli uomini e 42 anni e 10 mesi per le donne dall’1 gennaio 2028. Dopo aver raggiunto il requisito serviranno comunque altri tre mesi per far scattare la decorrenza del trattamento pensionistico.










