Il direttore creativo della maison ricorda commosso il suo primo incontro con il “signor Valentino”. E il suo amore per la vita senza remore e rimpianti: “Ha creato tutto questo da zero, la sua è una storia fatta di passione e amore”
di Serena Tibaldi
Da stilista, e romano, Alessandro Michele è cresciuto avendo sotto gli occhi il lavoro e la vita di Valentino Garavani, che proprio a Roma aveva scelto di fondare la sua maison e costruire il suo mondo. Ancora di più da quando, il 28 marzo 2024, è stato nominato direttore creativo del marchio fondato dal couturier. L’annuncio della sua morte arriva a pochi giorni dalla presentazione della sua prossima collezione di haute couture a Parigi, città che lo stilista scomparso considerava come una seconda casa, e in cui aveva scelto di presentare la sua moda.
Questa notizia influenzerà la collezione?
“Stavamo lavorando sugli abiti quando l’abbiamo saputo, e ovviamente il pensiero è andato subito a lui. Ora, con la sua assenza, l’idea di essere nel ruolo che ha tanto amato è ancora più d’impatto di prima: vorrei restituirgli tutto l’amore che ha donato con la sua creatività. Per quelle strane coincidenze della vita, la prossima sfilata sarà molto legata alle sue passioni e al suo immaginario: la ricerca del bello, il cinema. Sicuramente un pensiero in più volerà a lui, quando sarò a lavorare in Place Vendôme, nell’atelier che lui aveva aperto lì, e a cui teneva tantissimo. Si figuri che con Giancarlo Giammetti si parlavano in francese e italiano indifferentemente. Segno di quanto tenesse alla Francia”.












