"Un grande padre fondatore", che ora diventa "mitologia pura.
Lo penseremo come un essere magico". È Alessandro Michele, direttore creativo di Valentino, a sintetizzare con queste parole il pensiero del mondo della moda in occasione della camera ardente dello stilista, aperta stamattina da Pm23 in piazza Mignanelli, a Roma.
"Quando sono arrivato, Valentino non c'era già più e non abbiamo avuto modo di lavorare insieme - ha ricordato Michele -, però mi è sempre sembrato una persona delicatissima, gentile, anche ironica. Ci siamo incontrati in eventi che molti chiamerebbero mondani, tra esseri umani". E ha assicurato: "non mi sento di prendere il suo posto" e "non mi arrogo nessun tipo di diritto" in tal senso. "Però tocco le sue cose, a volte attraverso le stanze dove lui ha lavorato, ed è bellissimo".
Per il direttore creativo "Valentino è anche un grande esempio di vita. C'è della grande gioia nel sapere che si può essere così incredibilmente di esempio per tante persone. Penso sia una grande perdita, un grande uomo, una persona straordinaria per i suoi cari soprattutto, però credo per tutti un grande esempio di passione, di amore. Un'eredità grande da portare avanti". In linea con il suo pensiero la stilista Maria Grazia Chiuri, per oltre quindici anni al lavoro nella storica maison romana (di cui è stata pure co-direttrice creativa dal 2007 al 2016), che ha raccontato il suo "rapporto personale" con Valentino, che apparteneva "a un'altra epoca" in cui "c'era un senso di comunità e di famiglia. E poi lui era molto paterno. Ho molti ricordi, troppi da poter raccontare ora".













