“Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. È una questione di stile”. In questa frase, pronunciata da Giancarlo Giammetti e più volte ripresa in interviste negli anni, è racchiusa anche la filosofia privata di Valentino Garavani. Lo stilista, scomparso il 19 gennaio a 93 anni, ha sempre tenuto separati il lavoro, la notorietà e la sfera sentimentale, raccontando i suoi amori solo a frammenti, quasi sempre con misura e distanza. Eppure, nella sua lunga vita, le relazioni affettive sono state centrali quanto la moda: legami profondi, spesso destinati a trasformarsi, ma mai recisi.
Giancarlo Giammetti: il compagno, il socio, l’alter ego
Il rapporto più importante e documentato della vita di Valentino è quello con Giancarlo Giammetti, incontrato nel 1960 a Roma, in via Veneto, nel pieno della Dolce Vita romana. Valentino era appena rientrato da Parigi, Giammetti era uno studente di architettura: da quell’incontro casuale nacque prima una relazione sentimentale, durata circa dodici anni, e poi uno dei sodalizi professionali più longevi della moda italiana. Giammetti entrò infatti in società in un momento delicato: la maison fondata nel 1957 attraversava difficoltà economiche e gestionali. “Giancarlo arrivò quando tutto poteva finire”, hanno ricordato entrambi in più occasioni. Nel 1959 Valentino aprì l’atelier di via dei Condotti, e Giammetti fu determinante nello sviluppo del marchio, occupandosi di strategia, comunicazione e rapporti internazionali.











