"Il ricordo più bello? Quando ci siamo conosciuti, credo sia il più toccante", ha detto Giancarlo Giammetti all'indomani della scomparsa di Valentino Garavani, ex compagno e socio dell'imprenditore.
Una vita insieme a partire da quel primo incontro, nel 1960 appena tre mesi dopo l'arrivo dello stilista a Roma e l'apertura del suo primo atelier, in un caffè di Via Veneto. Giammetti lasciò per lui gli studi di architettura e così iniziò un sodalizio artistico e un rapporto di affinità elettive che è durato fino all'ultimo minuto anche dopo la fine della relazione sentimentale lunga oltre un decennio.
Giammetti, il mio ricordo più bello l'incontro con Valentino
Valentino il creativo, Giancarlo con i piedi per terra, l'uomo macchina dell'azienda, il segreto di un enorme successo. "Ha insegnato al mondo come vivere una vita importante - ha detto oggi ancora Giammetti - ma allo stesso tempo non ridicola. I vestiti si devono riconoscere per quello che danno a una donna e non per quello che il design vuole raccontare. La sua frase, 'amo la bellezza, non è colpa mia'", ha aggiunto parlando fuori dalla sede di Pm23 in Piazza Mignanelli.
"Abbiamo cominciato qui e questa piazza è nostra e rimarrà sempre parte di noi. Rosso Valentino rimarrà un bel colore e qualcun altro lo porterà avanti", ha aggiunto oggi uscendo e parlando ai cronisti senza nascondere l'emozione. "Sono commosso dal tanto amore che tutti hanno dimostrato per Valentino, non soltanto come grande designer ma anche come persona umana. Questa è la cosa più bella che abbiamo avuto in questo momento di tragedia", ha raccontato parlando a Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele.











