«Hai sfilato per la concorrenza! », con queste, bonarie parole di rimprovero, m’accoglie Maurizio Romiti, A. D. di Hdp, la holding di famiglia e multinazionale che ha, da poco, rilevato la Maison Valentino, all’ingresso del prestigioso palazzo in Milano, in cui si sta per svolgere la sfilata delle creazioni del grande stilista milanese, anche se nato a Voghera, che oggi, commossi, rimpiangiamo, durante la settimana della moda, che si sta svolgendo in questi giorni.

Era un lunedì della primavera del 1998 e la domenica precedente, prima d’assistere al defilé della collezione primavera estate, del simpaticissimo duo di prestigiosi stilisti Dolce & Gabbana, ero stato interrotto, mentre stavo chiacchierando con la splendida Isabella Rossellini... accidenti! Mi sono perso qualcosa! Eravamo allo scambio dei numeri di telefono, ma vengo invitato ad indossare delle ciabatte da spiaggia, con marchio D&G.

Lo feci senza esitazione ed alcun problema. Che ci vuole! Mi tolgo calze e scarpe ed indosso delle eleganti calzature infradito. Non l’avessi mai fatto! Incredibile! Televisioni, fotografi ed il giorno dopo, giornali e riviste esaltano l’avvenimento! Ma quale avvenimento?! Che un Sindaco della “Città della Moda”, si sia messo ai piedi delle pianelle griffate, create da due eccellenti suoi concittadini per scelta, anche loro milanesi non nati a Milano? Che c’è di strano? Di sconvolgente? Da essere notato e raccontato con tanto clamore! Ci siamo tutti “bevuti il cervello!”, sto pensando! Ma tant’è! “Il mezzo è il contenuto!” (Marshall McLuhan). Non il fatto in sé, ma il fatto che se ne parli! La politica della sensazione!