Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

15 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 14:48

“Una notizia palesemente falsa e tendenziosa, finalizzata unicamente a manipolare l’opinione pubblica e a ingenerare nel corpo elettorale un timore del tutto infondato circa le conseguenze della riforma costituzionale, così da influenzarne il voto”. La ventilata denuncia contro i manifesti referendari dell’Associazione nazionale magistrati alla fine è arrivata davvero: a firmarla è Giorgio Spangher, professore emerito di Procedura penale alla Sapienza di Roma e presidente del comitato “Pannella-Sciascia-Tortora” per il Sì alla riforma Nordio, promosso dal Partito radicale. L’esposto presentato alla Procura di Roma chiede il “sequestro preventivo dei manifesti, degli spot e di ogni altro materiale propagandistico” con il messaggio scelto dal comitato Giusto dire No, promosso dall’Anm: “Vorresti giudici che dipendono dalla politica?“.

Secondo Spangher, quello slogan integra “il delitto di pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico“, di cui all’articolo 656 del codice penale (la pena è dell’arresto fino a tre mesi o dell’ammenda fino a 309 euro). L’argomento è sempre il solito: “Il nuovo articolo 104 della Costituzione ribadisce il principio di indipendenza” della magistratura (declamato, a parole, anche nelle Carte fondamentali di stati autoritari come Cina e Corea del Nord). Una tesi già avanzata da vari sostenitori della riforma, tra cui, da ultimo, il presidente del Consiglio nazionale forense (l’organismo di rappresentanza dell’avvocatura) Francesco Greco: “È una gravissima campagna di disinformazione, mi piacerebbe che qualche pubblico ministero valutasse se ci sono gli estremi del 656 del codice penale”, ha detto mercoledì alla presentazione del libro di Nordio, strappando l’applauso della platea (video). Lo stesso Guardasigilli, rispondendo a una domanda del Fatto, ha auspicato un intervento della magistratura in questo senso.