Il blackout di internet in Iran ha superato le 156 ore. È quanto riferisce NetBlocks, sottolineando che mentre “il silenzio si fa più profondo dopo una repressione brutale”, il vuoto di informazioni online “sta portando all’amplificazione dei resoconti filo-regime, delle notizie false generate dall’intelligenza artificiale e di altre agende”. Il blocco di internet è iniziato giovedì scorso. Ieri l’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito che è probabile che la connessione internet rimanga disconnesso per le “prossime una o due settimane”.
Erfan Soltani, il 26enne iraniano arrestato l’8 gennaio mentre manifestava a Fardis vicino a Teheran, non è stato condannato a morte. Lo ha chiarito la magistratura iraniana, secondo quanto riportano i media statali iraniani. Soltani, ha precisato la magistratura, è accusato di “collusione contro la sicurezza interna del Paese e attività di propaganda contro il regime”. Era stata l’organizzazione curda Hengaw per i diritti umani a lanciare l’allarme circa una sua imminente impiccagione, affermando che la famiglia era stata informata che la sua pena capitale sarebbe stata eseguita ieri. Successivamente la famiglia di Soltani aveva dichiarato di essere stata informata che la sua esecuzione era stata rinviata.














