"Ho aiutato gli altri, le prime persone che sono uscite dopo di me avevano già ustioni gravi", dato che l'incendio si è propagato "molto rapidamente, credo che siano state le candele sulle bottiglie di champagne a dare fuoco al soffitto"

Il bar-ristorante "Le Constellation"

Il bagliore delle candele sulle bottiglie di champagne, poi una scia di fuoco che corre sul soffitto e il panico che esplode nel buio del seminterrato. È un racconto lucido e agghiacciante quello affidato ai verbali dell'inchiesta da Edoardo, il quindicenne della provincia di Como scampato quasi per miracolo alla strage del "Le Constellation" di Crans-Montana. Mentre il bilancio della tragedia di Capodanno continua a pesare sulla memoria collettiva, con la perdita dei giovanissimi Achille Barosi, Chiara Costanzo, dell'italo-svizzera Sofia Prosperi, del bolognese Giovanni Tamburi e del genovese Emanuele Galeppini, la testimonianza del ragazzo riavvolge il nastro su quegli istanti fatali in cui la festa si è trasformata in trappola.

Edoardo è stato tra i primi a intuire il pericolo: stava riprendendo i festeggiamenti con lo smartphone quando ha visto le fiamme propagarsi velocemente verso l'alto. Una fuga precipitosa insieme a un amico che gli ha permesso di lanciare l'allarme ai vigili del fuoco e di restare illeso, diventando poi testimone e soccorritore di chi usciva dal locale già segnato dalle ustioni.