Cinque minuti. Non un allenamento, non una “rivoluzione” di vita: solo cinque minuti in più al giorno. La scienza sta iniziando a dirci che, messi nel punto giusto, quei minuti possono spostare davvero l’ago della bilancia della longevità. E proprio da qui partono due lavori, uno in uscita su The Lancet e uno su eClinicalMedicine, che provano a quantificare quanto può valere quel margine.
Due studi per quantificare
Lo studio pubblicato su The Lancet parte proprio da qui e prova a quantificare l’effetto di cambiamenti piccoli ma realistici, misurati con dispositivi indossabili e non solo “raccontati” a memoria. Il dato più concreto è questo: aggiungere 5 minuti al giorno di attività fisica di intensità moderata, per esempio camminare a circa 5 km/h, è associato a una riduzione stimata del 10% di tutti i decessi nella maggioranza degli adulti, cioè in chi accumula già circa 17 minuti al giorno di attività moderata, e a circa il 6% tra i meno attivi, quelli che in media fanno a quell’intensità solo 2 minuti al giorno.
Lo studio aggiunge un altro tassello che spesso sottovalutiamo: non conta solo “muoversi di più”, conta anche “stare meno fermi”. Ridurre di 30 minuti al giorno il tempo sedentario è associato a una riduzione stimata del 7% dei decessi se adottata dalla maggioranza, che passa circa 10 ore al giorno seduta, e a circa il 3% se adottata dai più sedentari, che arrivano a 12 ore. Il beneficio maggiore, non sorprende, emerge quando si sposta anche di poco il gruppo che parte peggio: se il 20% meno attivo aumentasse di 5 minuti al giorno, l’impatto complessivo sarebbe il più marcato. E quando i minuti raddoppiano, la curva continua a muoversi: +10 minuti al giorno di attività almeno moderata si associano a una riduzione del 15% dei decessi nella maggioranza e del 9% tra i meno attivi, mentre 1 ora in meno seduti si associa a una riduzione del 13% nella maggioranza e del 6% nei meno attivi.







