La domanda “contano di più i geni o quello che mangio?” di solito finisce in chiacchiere da bar. Questo studio, invece, prova a darle un numero: una buona alimentazione può tradursi in anni di vita, anche se non hai la genetica “perfetta”.
La ricerca, pubblicata su Science Advances, ha seguito oltre 100 mila persone della UK Biobank per circa undici anni. Gli autori non hanno imposto una dieta, ma hanno valutato quanto l’alimentazione reale dei partecipanti somigliasse a cinque modelli considerati salutari (varianti della mediterranea, un indice di qualità generale della dieta, una versione “plant-based” fatta bene, la DASH per la pressione e un modello pensato per ridurre il rischio di diabete). Poi hanno osservato chi moriva di più e chi di meno, e hanno tradotto quei dati in una stima di aspettativa di vita.
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Dieta sana e aspettativa di vita
Il risultato, detto in modo molto concreto, è questo: chi stava nel gruppo con i punteggi più alti (quindi più vicino a quei modelli) aveva un rischio di morte più basso e, a 45 anni, una stima di vita più lunga di circa 1,5–2,3 anni nelle donne e 1,9–3 anni negli uomini rispetto a chi stava nel gruppo con i punteggi più bassi. Non è la promessa “se fai la dieta X vivi due anni in più”, perché parliamo di medie di popolazione, ma è un modo efficace per capire l’ordine di grandezza. La parte più interessante arriva quando entrano in scena i geni. I ricercatori hanno calcolato anche un punteggio genetico di predisposizione alla longevità, costruito su alcune varianti note. Chi aveva un profilo genetico più favorevole, in media, andava un po’ meglio. Ma la cosa importante è un’altra: l’associazione tra dieta sana e maggiore aspettativa di vita rimaneva anche tenendo conto della genetica. In pratica, mangiare bene sembra “funzionare” sia per chi parte avvantaggiato sia per chi parte svantaggiato. E in un dettaglio, uno dei modelli (quello più orientato a tenere a bada la glicemia e il rischio di diabete) pareva persino un po’ più utile proprio in chi aveva una predisposizione genetica meno favorevole.







