Siamo davvero “programmati” per vivere più o meno a lungo? Una nuova analisi su Science rilancia la domanda con un numero che fa rumore: circa metà della durata della vita dipenderebbe dalla genetica, se togliamo di mezzo le morti “per sfortuna”.

Per anni, le stime di ereditabilità della longevità umana sono sembrate sorprendentemente basse: 20–25% nei classici studi sui gemelli, addirittura ~6% in alcuni grandi studi genealogici. Eppure l’intuizione comune – famiglie di centenari, parenti che “invecchiano bene” – suggeriva che i geni contassero di più. Il punto, spiegano Ben Shenhar e colleghi, è che la longevità è un tratto “strano”: non è come l’altezza o la pressione, perché è pesantemente contaminata da cause di morte esterne al corpo. Incidenti, violenze, infezioni oggi banali ma un secolo fa spesso fatali: tutto questo è “mortalità estrinseca”.

Grasso e menopausa, non conta solo quanto ma quale

26 Gennaio 2026

I gemelli