Eric Topol, medico e autore best seller, spiega perché è tempo di puntare sull’healthspan e come gli orologi epigenetici rivoluzioneranno la prevenzione

di Mara Accettura

“Smettiamola con le sciocchezze. L’immortalità? Non la raggiungeremo mai. E anche gli sforzi diretti alla longevità sono concepiti male. Oggi possiamo tenere in vita artificialmente una persona per molti anni, ma di che vita si tratta? Che senso ha raggiungere i 120 anni con malattie croniche e dipendenti dagli altri? L’invecchiamento non è una malattia da curare, è un processo naturale che possiamo ritardare. Bisogna puntare sull’healthspan, la durata della salute”. Eric Topol è un cardiologo americano, pioniere della medicina personalizzata, e studia persone che invecchiano in modo eccezionalmente sano anche dopo gli 80, mantenendo un’elevata qualità della vita. Su questo ha scritto Il codice della longevità. Super Agers (Newton Compton) dove spiega, separando scienza e leggende, come vivere più a lungo. Già bestseller negli Stati Uniti, arriva in Italia il 13 gennaio.

Che cosa hanno in comune i super agers?

“Sono molto attivi fisicamente. L’esercizio è il fattore più importante per essere sani: nel libro cito un collega che dice che un minuto di training si traduce in cinque di healthspan. Sono magri, hanno una dieta sana, come quella mediterranea, anti-infiammatoria, non mangiano cibi iperprocessati. Dormono profondamente, 7-9 ore per notte. Non bevono alcol e non fumano. Hanno un carattere solare, relazioni e uno scopo nella vita. Amano stare a contatto con la natura, sono poco esposti a tossine ambientali tipo microplastiche. Tutti questi fattori combinati, che io chiamo lifestyle+, promuovono 7-10 anni in più di invecchiamento sano”.