Il segreto della longevità è una formula composita, fatta di ricerca scientifica e stile di vita. «Presto saremo in grado di predire alcune patologie anni prima che si manifestino, molto più tempestivamente di come facciamo adesso», dice Eric Topol, vicepresidente esecutivo e professore di Medicina molecolare presso lo Scripps Research, il più grande istituto biomedico senza scopo di lucro degli Stati Uniti e autore del libro Il codice della longevità, appena uscito per Newton Compton. «Sto parlando di malattie legate all'età, le "big three": l'Alzheimer e le malattie neurodegenerative, le malattie cardiache e i tipi di cancro più comuni».

Come faremo ad arrivare a simili traguardi?

«Questo sarà il più grande contributo dell'intelligenza artificiale alla medicina. Ci sono molti livelli di dati per ogni singola persona. L'IA accederà a tutte le cartelle cliniche, tutte le scansioni, gli esami di laboratorio, le foto della retina. E poi i dati genetici, i dati proteici, i biomarcatori, i dati ambientali, i dati dei sensori. Nessun essere umano può elaborare da solo tutti questi dati».

Invece l'IA può farlo?

«L'intelligenza artificiale multimodale è adatta ad affrontare questa sfida. E abbiamo già visto che può prevedere con precisione tutte le malattie, con anni di anticipo».