Aggiungere anni alla vita, ma soprattutto vita agli anni. Ecco il principio che guida il lavoro di Ennio Tasciotti, scienziato di fama mondiale e pioniere della longevità. Dopo la laurea alla Normale di Pisa e il dottorato, ha condotto per 15 anni le sue ricerche negli Usa. Qui si è dedicato alla nanomedicina, una disciplina che utilizza minuscole particelle per veicolare i farmaci in modo mirato, riducendo gli effetti collaterali. Contemporaneamente, ha collaborato con il Pentagono, guidando un progetto di medicina rigenerativa per ricostruire ossa e tessuti dei soldati feriti nelle guerre in Medio Oriente.
Una carriera lampo, che l’ha portato a dirigere il “Center for Biomimetic Medicine” e il “Center for Musculoskeletal Regeneration” allo Houston Methodist Research Institute. Nel 2021, tornato in Italia, ha realizzato, all’Irccs San Raffaele di Roma, il laboratorio Human Longevity Program.
"Il nostro programma si basa su due componenti. Da un lato – spiega – la riabilitazione cognitiva e motoria dei pazienti anziani con malattie croniche, grazie a un intervento multidisciplinare. Dall’altro, la ricerca allo scopo di sviluppare approcci in grado di prevenire e rallentare, forse addirittura invertire, i processi degenerativi dell’organismo”.






