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Gli scienziati precisano che possedere una delle varianti geniche non significa necessariamente ammalarsi
Benché l'eziologia del morbo di Alzheimer sia ancora in gran parte sconosciuta, la scienza ritiene che la componente genetica sia un fattore predisponente importante. Tra i geni incriminati figurano: APOE2, APOE3, APOE4, APP, PSEN1, PSEN2, C4A, PVRL2 e APC1. In particolare APOE4 sarebbe il fattore di rischio più forte per l'insorgenza tardiva della malattia.
Ora i ricercatori dell'University College di Londra guidati dallo scienziato Dylan Williams hanno scoperto che APOE4 e APOE3 potrebbero avere un ruolo ancora più importante nell'avvento della patologia di quanto si pensasse in precedenza. Lo studio è stato pubblicato su "npj Dementia".







