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Grazie allo studio italiano sarà possibile intervenire con tempismo sui soggetti che rischiano di ammalarsi, agendo con cure sempre più mirate
Si stanno facendo passi da gigante nella lotta contro l'Alzheimer e un importante studio reca la firma italiana. La malattia continua a fare paura, tuttavia col passare degli anni la ricerca sta trovando sempre più soluzione, concentrandosi in particolar modo sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce.
Sappiamo che tra i 50 e i 60 anni il cervello umano comincia ad accusare di un calo delle prestazioni cognitive. Ciò non significa che è a rischio di sviluppare la patologia, tuttavia è questo il momento di intervenire, cercando di prevedere quale sarà l'andamento futuro. In Italia abbiamo circa 100 mila nuovi casi di demenza ogni anno. Capire in anticipo chi svilupperà la malattia permetterebbe di intervenire tempestivamente, limitare i danni e magari favorire il recupero. Da qui l'importanza del recente studio coordinato dal professor Paolo Maria Rossini e pubblicato sulla rivista Alzheimer’s & Dementia.






