"C'è stato un sogno premonitore di rivederlo a casa, l'ho confessato solo alla mamma, qualche settimana fa".
Lo racconta Davide Ghedin, tabaccaio a 100 metri dalla casa al Lido di Venezia in cui è cresciuto Alberto Trentini e in cui vivono ancora i genitori.
Il suo esercizio, come tutti quelli della via, è addobbato con palloncini tricolore sull'onda di un'idea della fruttivendola alcuni civici più in là. "La cosa più bella, per me e il mio titolare, è di poter dire da domani a sua mamma 'buona giornata' senza sentirci in colpa. Perché sembrava quasi una presa in giro dirlo a una signora che sta passando quella cosa".
In questi 14 mesi, Ghedin ha spesso visto i genitori, clienti abituali, a cui mette ogni giorno da parte i giornali, ma "dopo che c'è stato il blitz contro Maduro sabato scorso i genitori hanno smesso di uscire, secondo noi qualcosa si stava muovendo".
E anche con Trentin, vista l'età simile, la conoscenza dura da una vita: "Veniva a prendere le sigarette qua da me perché io ho tanti clienti e li associ per le sigarette che comprano, quelle cose semplici di tutti i giorni". Prima dell'età delle sigarette "siamo cresciuti assieme anche senza magari frequentarci quotidianamente, eravamo nella stessa scuola, ma io ero avanti di un anno".












