LIDO - «Alberto per me è come un secondo figlio. Di lui posso dire solo una cosa: è sempre stata una persona buona». E' questo il ritratto, inedito e significativo, di Alberto Trentini bambino, rappresentato dalla sua catechista Dilva Venturini Tonissi. «Alberto è una persona che è cresciuta con noi con la nostra comunità di Sant'Antonio - racconta Dilva - io ho tenuto quella classe di catechismo dalla seconda elementare fino alla Cresima in terza media. Alberto e gli altri compagni di classe, avevano 7 anni. Subito con loro e le loro famiglie si è creato un rapporto che andava anche oltre gli incontri settimanali. Un percorso che abbiamo fatto insieme, anche con l'annata di mia figlia, un anno più piccola di Alberto. Dopo gli incontri portavo ai bimbi la cioccolata, se avevano fatto i bravi e si erano comportati bene E anche questo creava gruppo e comunità». Anche a distanza di molti anni il rapporto con Alberto è sempre rimasto solido, nel cuore, anche se gli incontri si sono diradati, anche perchè Trentini ha scelto di girare il mondo per servire i più deboli.
«Quando incrociavo Alberto a Città Giardino mi ha sempre accolto con un grande sorriso, una parola gentile e soprattutto chiamandomi per nome, segno che quanto vissuto insieme era sempre vivo. L'ho incontrato l'ultima volta una decina di anni fa, poi quando tornava a trovare i genitori. Un ragazzo della nostra comunità, non c'è nulla di più bello che si possa dire per rappresentare il legame con un gruppo bellissimo». La mitica classe del 1979 di Città Giardino in parrocchia a Sant'Antonio, con il patronato aperto dall'indimenticabile signor Rossi, il campo da calcio e i calcetti da tavolo.














