CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Ore di attesa per l'autopsia sulla salma di Pietro Zantonini, il 55enne brindisino morto a Cortina d'Ampezzo mentre lavorava come vigilante nel cantiere olimpico dello stadio del ghiaccio. L'esame autoptico disposto dalla Procura di Belluno dovrebbe tenersi lunedì, o al più tardi martedì. Dopodiché gli inquirenti potranno avere un quadro più chiaro della situazione, e capire cos'è successo nella notte tra il 7 e l'8 gennaio, quando Zantonini, durante un turno di lavoro notturno, si è accasciato a terra ed è morto.
Un malore, un arresto cardiaco, l'ipotesi più accreditata. Ma la famiglia del 55enne ha presentato denuncia ai carabinieri di Belluno, anche perché il lavoratore che si trovava da qualche mese a Cortina aveva espresso più volte le sue preoccupazioni per i turni di lavoro prolungati e per le condizioni in cui si trovava a operare. «Vogliamo sia fatto un approfondimento giudiziario: va riportato al centro dell'attenzione il tema della sicurezza e delle condizioni di lavoro nei cantieri e nei servizi collegati ai grandi eventi» avevano detto i familiari di Zantonini nell'atto di presentare la denuncia, in testa la moglie Maria De Caroli, che dopo aver dovuto affrontare il momento difficile del riconoscimento della salma, a Cortina, è rientrata a Brindisi. «Confidiamo sia fatto un approfondimento serio e rigoroso su quelle che erano le misure di sicurezza e di tutela del lavoratore» ha aggiunto ieri l'avvocato incaricato dalla famiglia, Francesco Dragone (del foro di Lecce). «Deve essere fatta piena luce e nessuna morte sul lavoro può essere trattata come un evento inevitabile».















