CORTINA D'AMPEZZO (BELLUNO) - Il funerale di Pietro Zantonini, morto a 55 anni nella notte tra il 7 e l'8 gennaio durante il suo turno di lavoro, si terranno domenica 18 gennaio alle 12.30 nella chiesa Sacro Cuore Salesiani a Brindisi, sua città d'origine. Nell'inchiesta aperta dalla procura di Belluno è indagato per omicidio colposo il titolare della società per la quale Zantonini lavorava all'interno del cantiere dello Stadio del ghiaccio, dove tra poche settimane si svolgeranno le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

A far partire le indagini della magistratura dopo il decesso dell'uomo è stato un esposto presentato ai carabinieri dai familiari della vittima, ai quali Zantonini aveva riferito di dover lavorare con un freddo pungente. L'autopsia effettuata nei giorni scorsi al momento ha evidenziato un «evento cardiaco acuto», ma «difficilmente riconducibile» all'ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava il vigilante. Gli accertamenti dell'autorità giudiziaria vanno comunque avanti per stabilire le cause del decesso di Zantonini, la cui salma è attesa a Brindisi per la giornata di sabato.

Zantonini era arrivato Cortina nel settembre 2025 e lavorava con un contratto a termine dopo aver svolto nella sua Brindisi altri lavori. Nella notte tra il 7 e l'8 gennaio stava lavorando nelle aree del cantiere dello Stadio del ghiaccio di Cortina d'Ampezzo. Zantonini, in quanto addetto alla sorveglianza dell'area di cantiere, svolgeva i suoi turni in un gabbiotto, e ogni due ore doveva uscire all'esterno per un giro di ricognizione. Aveva appena preso servizio, in una delle notti più gelide dell'anno. A Cortina il termometro ha oscillato tra -11 e -13 gradi. All'improvviso si è sentito male e si è accasciato a terra. Sarebbe stato lui stesso a chiamare i colleghi, al telefono, per chiedere aiuto. Gli altri dipendenti hanno chiamato il 118. Ma i soccorsi sono stati vani. «Qui si muore di freddo» aveva detto più volte ai suoi familiari. E proprio quella frase ha innescato il dubbio che ha fatto partire la denuncia. Nel frattempo i sindacati hanno chiesto e ottenuto dal prefetto che dopo le Olimpiadi sia predisposta l'apertura di un tavolo provinciale permanente proprio sul della sorveglianza e delle condizioni di lavoro degli addetti. Lo scopo? Dare regole adeguate e dignità ai lavoratori di questo settore, spesso non adeguatamente valorizzati.