Un decesso improvviso durante un turno di sorveglianza notturna con una temperatura di 16 gradi sotto lo zero, ha acceso i riflettori sulle condizioni di lavoro nei cantieri delle Olimpiadi invernali. A perdere la vita è stato Pietro Zantonini, 55 anni, originario di Brindisi, impiegato come vigilante, per conto di una ditta esterna, in un turno di 12 ore, nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, uno degli impianti in costruzione per Milano-Cortina 2026.
La richiesta di aiuto
L’uomo è stato colto da un malore nella notte tra l’8 e il 9 gennaio, intorno alle 2 del mattino, mentre svolgeva il suo servizio di controllo dell’area che doveva effettuare ogni due ore. Dai primi accertamenti emerge che avrebbe contattato telefonicamente alcuni colleghi chiedendo aiuto. A quel punto è partita la chiamata al 118, ma quando i soccorritori sono arrivati sul posto, nonostante i tentativi di rianimazione, non c’è stato nulla da fare.
I controlli al freddo
Zantonini lavorava all’interno di un gabbiotto di sorveglianza, dal quale usciva a intervalli regolari — circa ogni due ore — per effettuare i controlli nell’area interna del cantiere. Secondo quanto riferito dai familiari e dal loro legale, l’uomo era impegnato in un turno notturno svolto all’aperto, con una temperatura glaciale










