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10 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 17:06

Si è sentito male durante il turno di notte, ha fatto in tempo ad allertare i colleghi che hanno chiamato il 118. Ma per lui non c’è stato nulla da fare: è morto nel cantiere dello stadio del ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, una delle opere più importante delle Olimpiadi invernali che inizieranno tra meno di un mese. Si chiamava Pietro Zantonini, faceva il vigilante, aveva 55 anni ed era originario di Brindisi. Si è spento la notte dell’8 gennaio e ora la famiglia chiedere di vederci chiaro, di indagare e capire se la sua morte era evitabile con migliori condizioni di lavoro.

Nella denuncia presentata dalla moglie di Zantonini, attraverso l’avvocato Francesco Dragone, emergono infatti tutte le preoccupazioni che il vigilante aveva già fatto presenti ai parenti. Lavorava in un gabbiotto da cui usciva ogni due ore, per la ricognizione. “Era impegnato in un turno notturno, all’aperto, in condizioni climatiche particolarmente rigide”, ha denunciato il legale sottolineando che l’uomo “avrebbe più volte manifestato preoccupazioni e lamentele in merito alle condizioni di lavoro, ai turni notturni prolungati e alla mancanza di adeguate tutele”.