In questi giorni si sono celebrati i funerali dei ragazzi morti a Crans-Montana. Bare piccole, chiese piene, silenzi che pesano più di qualsiasi parola. E mentre alcune famiglie salutano i propri figli per l’ultima volta, altri ragazzi stanno ancora lottando per sopravvivere nei letti d’ospedale, tra ustioni, terapie intensive e un futuro che nessuno oggi può permettersi di immaginare.
È questo il tempo del rispetto. Non del giudizio. Non delle sentenze morali. Non della caccia al colpevole da tastiera.
E invece, anche dopo i funerali, continuano a circolare post e commenti che colpiscono dove il dolore è già massimo: contro i genitori, accusati di non aver vigilato abbastanza; contro i ragazzi stessi, colpevolizzati per essere stati lì, per aver festeggiato, per aver vissuto.
Tragedia in Svizzera, perché riprendevano invece di scappare? Perché sono adolescenti
05 Gennaio 2026












