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Ultimo aggiornamento: 9:07
Il freddo mette ancora una volta in ginocchio le scuole. Con la ripresa delle lezioni, dopo la pausa natalizia, centinaia di bambini, ragazzi e docenti hanno dovuto fare i conti con caldaie in blocco, termosifoni spenti, allagamenti. Dal Nord al Sud si ripete un canovaccio già visto negli anni scorsi: aule chiuse o studenti al freddo con “conseguenze sull’apprendimento”, spiega Rosita Romeo, sociologa dell’ambiente e autrice con Mirko Giuntini di Progettare il comfort abitativo. Benessere, salubrità e qualità ambientale nella realizzazione degli spazi (Maggioli editore).
Il rientro tra i banchi è stato difficile a Torino all’istituto superiore Zerboni in Borgata Vittoria: per due volte i tecnici di Città Metropolitana sono dovuti intervenire su segnalazione del dirigente che ha comunque permesso ai ragazzi di tornare a casa prima nella giornata di mercoledì, perché il “freddo era diventato fastidioso”.
A Bologna, situazione critica al Galvani, nella succursale di via don Minzoni, dove giovedì mattina il riscaldamento era spento. I vertici della scuola per ovviare al problema senza far perdere giorni agli studenti hanno deciso di convogliare tutti nella sede di via Castiglione. Secondo quanto riportato da La Repubblica, si sarebbe trattato della valvola di un termosifone che si è aperta durante la pausa natalizia. Temperature da Groenlandia anche al Belluzzi – Fioravanti e al Righi, dove al terzo piano nessuno ha potuto metter piede giovedì tanto che si è pensato di cambiare i radiatori. A Pianoro, invece, l’impianto è andato in blocco e a Cà de Fabbri il termometro in aula è sceso a dodici gradi.














