TREVISO - Sit in davanti alle scuole, ragazzi che si rifiutano di far lezione negli istituti al gelo, confronti con i presidi e minacce di sciopero. Ieri mattina è esplosa la rabbia degli studenti. I guasti agli impianti di riscaldamento hanno lasciato dieci superiori al freddo. Alcune per il terzo giorno consecutivo. Con i termosifoni gelati, in diverse classi alle 8 c’erano poco più di 10 gradi. Nella sede Luzzatti del Riccati di Treviso, campus di San Pelajo, c’è stata una clamorosa protesta silenziosa: su 340 ragazzi, solo 12 sono entrati a scuola. Gli altri hanno girato i tacchi e se ne sono andati.
Alcuni ragazzi sostengono di essere stati respinti dal personale: «Ci hanno detto di tornare a casa perché i termosifoni erano ancora spenti». Su questo, però, la scuola è assolutamente categorica: «Nessuno li ha fatti uscire - specifica la preside Francesca Mondin - semplicemente hanno deciso di non entrare». I docenti erano presenti. E chi non è entrato dovrà portare la giustificazione. Anche tra i 250 studenti della succursale del Duca degli Abruzzi, nello stesso edificio di San Pelajo, alcuni ragazzi hanno preferito rinunciare. A differenza di giovedì, la preside Emilia Imbrenda non ha firmato altre circolari per interrompere le lezioni a causa delle temperature troppo basse. «Abbiamo monitorato la situazione anche di notte - dice la dirigente - al mattino, però, i termosifoni erano comunque freddi. Ci è stato detto per un problema di pressione». Poi le cose sono un po’ migliorate. Ma a mezzogiorno si restava comunque sui 15 gradi. Non solo.














