PORDENONE - Il piano per dare una mano al commercio cittadino passa per una creatura nuova di zecca che l'assessore alla Cultura, Alberto Parigi, ha svelato anche se al momento si presenta come un "gioco ad incastro" tra soggetti. «L'idea ha dichiarato Parigi è aprire un Hub di Pordenone Capitale della cultura, un quartier generale dove chiunque arrivi abbia un'accoglienza e una conoscenza degli eventi che metteremo in piedi».
Dunque, qualcosa in più rispetto ad un semplice Infopoint, una regia pensante. Naturalmente Pordenone gioca in casa, perché l'esperienza di Pordenonelegge ha insegnato molto negli anni, con la sua sala stampa e tutti gli infopoint, ma anche con la presenza degli angeli in giallo, giovani che animano la città del festival. Perché Pordenone è città festival del libro, interamente coinvolta e Pordenonelegge, come ha spiegato il direttore artistico Gianmario Villalta più volte, non è un semplice festival. E allora, immaginiamo, che tutto il patrimonio di competenze di Pnlegge possa essere utilizzato a buon fine.
«Abbiamo un anno davanti a noi ha puntualizzato l'assessore alla Cultura e pensiamo davvero di farcela». E poi c'è l'arte che incombe. «Il progetto di insediare altre attività artistiche ha rimarcato l'assessore Parigi nei negozi sfitti in modo non permanente fa parte del dossier Pordenone capitale della Cultura. Ci sono progetti che camminano da soli come Il "Piccolo dizionario (immaginario) delle ragazze e dei ragazzi", un'iniziativa che dà voce ai giovani, per ascoltare il loro linguaggio e comprendere meglio come guardano al futuro, curata da Pordenonelegge sotto l'egida di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027 e vanta una collaborazione d'eccellenza con la Fondazione Treccani cultura e vede la partecipazione dell'Istituto Toniolo, ed altri come questo delle vetrine sfitte che si costruiscono gradualmente». Naturalmente vi è una sinergia con l'assessorato al Commercio e l'Ascom, ma anche con le agenzie immobiliari e i singoli proprietari.








