PORDENONE - Il commercio a Pordenone nelle ultime settimane ha dato segnali di movimento. Nuove aperture, cambi di gestione e saracinesche che si sono rialzate faranno respirare il tessuto economico: a farla da padrone pubblici esercizi e pizzerie. In particolare con la rinascita di quelle storiche: dal Gambrinus alla pizzeria BlueInn di Villanova. E ieri sera un altro locale simbolo ha riaperto i battenti: la pizzeria nel quartiere Alle Grazie.
«I numeri del comparto non sono in negativo» ha spiegato Fabio Pillon, presidente di Ascom Confcommercio Pordenone, la differenza la fa la gestione, soprattutto nel settore della ristorazione. «C'è chi sa lavorare meglio e chi sa lavorare peggio, le differenze si notano. I locali che sanno proporsi e mostrare una certa professionalità e capacità, in questo momento stanno andando decisamente bene». Il commercio del pordenonese e del Friuli Venezia Giulia si trovano oggi in «una situazione migliore rispetto al macro dato italiano».
La valutazione sul lungo periodo però è rimandata, andrà capito «quanto incidono i costi in una singola azienda e quanto vanno ad incidere nel momento di maggiore flusso turistico; sono tante le variabili ed è faticoso muoversi per gli addetti ai lavori. Figurarsi spiegarlo a un mondo che, con grande rispetto, guarda soltanto l'ultima riga» della filiera. «Altro discorso è il tema della reddittività e dei costi». Parlare di possibili aumenti è "prematuro", ha spiegato Pillon, «la guerra in Iran non avrà sul settore lo stesso effetto che ha avuto sulla benzina, ad esempio. I nostri imprenditori sono talmente bravi e capaci da riuscire ad assorbire. Sarebbe controproducente andare ad aumentare i prezzi in un momento in cui la gente è spaventata». I listini dei beni alimentari all'origine si alzano a causa della modalità di trasporto del cibo in Italia, quasi interamente su gomma. «Se cresce il costo del carburante - ha detto Pillon è normale che cresca il costo del trasporto e quindi delle materie prime. Nessuno aveva bisogno di questa nuova fase però cerchiamo di mantenere in piedi un mercato in difficoltà ma che tutto sommato sta tenendo».






