PORDENONE - Gli assessori Alberto Parigi (Cultura) e Emidio Badanai Scalzotto (Commercio) hanno rotto gli indugi: il piano di rinascita del commercio è un work in progress serrato, il primo tassello è stato elaborato ieri in un incontro all’ex Convento di San Francesco. Successivamente, Badanai ha avuto un confronto di un’ora con il sindaco. Una quindicina di negozi sfitti, individuati in base alla metratura, diventeranno avamposti della promozione cittadina: mostre d'arte, punti informativi sulla Capitale della Cultura e vendita di merchandising.
L’operazione di maquillage coinvolge anche i comuni limitrofi, invitati a usare le vetrine del centro per promuovere le proprie eccellenze. Se il cuore della città batte, ne beneficerà tutto il territorio, secondo quanto scritto nel dossier che ha portato alla vittoria di Pordenone. Badanai è già pronto a bussare alle porte del Suap (oggi) e delle agenzie immobiliari per stanare i proprietari dei locali chiusi. L’assessore Alberto Parigi ha fatto un ulteriore passo verso la visibilità, contattando Promoturismo.
Ma se la giunta pigia il piede sull’acceleratore, l’opposizione alza il muro. «Il sindaco è sempre sul pezzo, lavora dietro le quinte per dare respiro al commercio - ha spiegato Badanai Scalzotto - i due assessorati interessati si stanno impegnando con nuove iniziative, è un lavoro di tutta l’amministrazione». Alcune aziende hanno contattato l’amministrazione per proporre delle rappresentazioni. Oggi l’assessore Badanai si recherà al Suap, lo Sportello unico per le Attività produttive per verificare quali sono le proprietà e per poi iniziare una ricerca ancora più mirata delle vetrine sfitte da adibire ad eventi legati alla Capitale della cultura. «Collaboreremo con Ascom, con le agenzie immobiliari per incontrare poi i proprietari. Ci vorranno diverse settimane, ma ce la faremo e saremo pronti per questo e il prossimo anno», riferisce Badanai.






