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Ultimo aggiornamento: 18:25

E poi uno dice la provincia. Pordenone, Lucca: due esempi vincenti, che sovvertono certe retoriche tardo metropoli-centriche. Puntare tanto, se non tutto, sulla cultura, per fare economia, comunità, futuro.

Partiamo dalla prima, fino a pochi decenni fa una delle capitali tricolori della naja. Poi la leva militare obbligatoria è stata abolita e anche l’altro principale genius loci, il colosso degli elettrodomestici Zanussi, ha iniziato a perdere influenza commerciale. E allora cosa fare, per provare a fugare lo spettro della deindustrializzazione e della fuga dei cervelli? Semplice, col senno di poi; mossa intrepida, al tempo.

Pordenone, capitale italiana della cultura 2027, e Lucca dimostrano che la lungimiranza, la visione, la coesione interna, alla lunga, pagano. E non fa nulla se pianifichi monumenti d’immaginario dalla periferia dell’impero. Nella città friulana sono stato a novembre: pensate che stanno già mettendo a posto tutti i tasselli del programma, lungo un anno, che la vedrà protagonista tra dodici mesi. Ho visto in anteprima la nuova stagione di mostre in programma fino ad aprile: fil rouge il mestiere, la passione di leggere. Del resto qui si svolge, da 25 anni, Pordenonelegge, forse l’evento più importante del settore insieme al Festivaletterattura di Mantova.