Volendo fare un paragone con un fuoriclasse della vicina Slovenia, si può dire che il dominio assoluto di Trieste nel settore “Cultura e tempo libero” assomiglia molto a quello esercitato dal fenomenale Tadej Pogaçar nel ciclismo. Per la costanza - il territorio della Venezia Giulia è arrivato alla terza affermazione consecutiva - e per l’ampiezza del distacco inflitto alla concorrenza: che aumenta ancora e oltrepassa i cento punti nella classifica “di tappa”, restando nella similitudine con le due ruote.

Si tratta del divario più ampio nelle sei sezioni in cui si articola l’indagine sulla Qualità della vita ed è ampiamente giustificato da dieci piazzamenti in top ten, comprese cinque presenze sul podio (con il primato nell’indice di lettura di quotidiani e periodici). La capolista ha un solo punto assolutamente deficitario (l’ultimo posto negli amministratori comunali sotto i 40 anni, dove al contrario svetta ancora Agrigento), ma è rafforzata da due nuovi parametri entrati in gioco quest’anno.

Infatti Trieste è settima per diffusione delle organizzazioni non profit - nella quale vince Trento, immediatamente seguita da altre province del profondo Nord - ed è seconda, sempre in rapporto alla popolazione, per il patrimonio museale di cui dispone. Un indicatore che vede al comando Napoli: il capoluogo campano guida un quintetto di cui fanno parte anche Roma, Milano e Firenze, traendone spunto per salire al 37° posto in classifica generale, con un guadagno di una trentina di posizioni.